Articoli

vetrinaperaziende-rosolio-pugliese

Rosolio pugliese dal ‘700 ancora oggi è convivialità

Il lungo viaggio del rosolio pugliese per rimanere sempre fedele a se stesso

Rosolio: sapori e aromi lontani e vicini

Pensando al Rosolio pugliese, probabilmente, alla mente giungeranno immagini del passato, sbiadite, nostalgiche. Allo stesso tempo, però, questo delicato liquore è presente nei nostri giorni frenetici, dove i momenti di convivialità restano sprazzi di benessere e gioia, in vite che vanno troppo veloci.
Dunque, il rosolio pugliese è una miscela di sapori e aromi tanto lontani quanto vicini.
È la conclusione ideale per lunghi pranzi e lunghe cene, tra chiacchiere e risate, ricordi e pensieri; anche per questo é comunemente conosciuto come l’ “ammazza-caffè”.
Come dicevamo il Rosolio pugliese giunge da tempi lontani. Nasce tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700, periodo in cui inizia ad affermarsi lo zucchero raffinato.
Da sempre simbolo della grande e sacra ospitalità delle famiglie pugliesi, si narra che i rosoli venivano offerti con grande cuore e generosità ai viandanti insieme alle paste secche, altro elemento caratterizzante la tradizione pugliese.
Il nome richiama subito alla mente l’immagine dell’olio ed effettivamente, il rosolio per la sua viscosità si avvicina molto ad esso, altro simbolo indiscusso della nostra terra. Ma il nome richiama anche le rose, quasi a sentirne il loro preponderante profumo. Le rose, infatti, sono un altro ingrediente costitutivo del rosolio.

vetrinaperaziende-rosolio-pugliese

Rugiada del sole

Secondo molti, il nome, deriverebbe dal latino ros-solis ossia rugiada del sole.
Effettivamente il termine rosolio crea davanti ai nostri occhi un quadro. Gli assolati pranzi pugliesi, la campagna, il giallo, una lieve brezza. Le risate, i nonni ancora del passato e i nipoti speranza del futuro. Il profumo della terra, delle rose, sulla tavola l’immancabile olio pugliese e, per concludere il tutto, l’immancabile rosolio pugliese. Le nonne, dato il basso contenuto alcolico (25 gradi in media), erano solite far assaggiare il liquore ai nipoti diluito con l’acqua accompagnato da biscotti pugliesi. I nipoti e le nipoti, per un’istante, erano più grandi accanto agli adulti.

Niente viene lasciato al caso quando si parla del rosolio pugliese

Altro elemento caratterizzante il rosolio pugliese, sono le bottiglie che contengono il liquore. Dalle forme più stravaganti: allungate, basse, strette, larghe, bianche e colorate. Anche questo è un elemento da non trascurare nella tradizione pugliese, niente viene lasciato al caso.

Le varietà del rosolio pugliese

Il classico rosolio pugliese deriva dalla macerazione ed infusione alcolica di petali di rosa, col tempo fino ad arrivare ai nostri giorni, si sono iniziati ad utilizzare varie erbe aromatiche o frutta per dar vita agli innumerevoli, fantasiosi e colorati rosoli. Gli ingredienti seguono il susseguirsi delle stagioni.
Tipici delle nostre terre pugliesi sono la salvia, il basilico, l’alloro, finocchio selvatico, malva, limone. Tra i frutti il gelso, la melacotogna, melograno, le noci e i nostri cari fichi d’india.
Da qui si avrà a giugno il nocino, identificato dai nostri avi come il “3 volte 24”, tante sono le noci ed i giorni di infusione a partire dalla notte della raccolta (notte di San Giovanni, il 24 giugno). Il rosolio ai gelsi lo avremo a luglio, quello ai fichi d’india inizio settembre, quello alla melacotogna, quello al mirto e quello al melograno in autunno, il rosolio di Santa Rita ottenuto con i petali delle rose appena potate in primavera.
Ma dal mondo del rosolio non è tutto. Alcuni si ottengono anche dall’infusione di spezie come il finocchietto selvatico, il mirto, chiodi di garofano o scorzette di agrumi come il limone ( da cui deriva il noto a tutti Limoncello) o il bergamotto.
Tuttavia, il rosolio, é conosciuto anche per le sue proprietà digestive, ricavando questa sua utile caratteristica da foglie di alloro, basilico e dall’ulivo.
Dunque, dal cuore della Puglia e dalla sua essenza sono nati i più gustosi e conosciuti rosoli.
Importante sapere, per quanto riguarda la conservazione, che non vengono utilizzati né conservanti chimici né coloranti, il prodotto si conserva nel tempo preservando il suo aroma, il suo colore, la sua sostanza.
Come abbiamo visto il rosolio giunge a noi dal passato, addirittura si narra che lo utilizzassero le suore per accogliere persone importanti. Ma come tutte le cose che persistono nel tempo il rosolio è presente nella nostra realtà odierna, viene amato, gustato e degustato. Nel tempo si sarà perfezionato ma come tutte le cose meravigliose, contiene un cuore che rimane unico e identico nel tempo. Ciò che lo rende così speciale, secondo noi, è il suo carattere aggregativo, non si è mai soli davanti ad un buon rosolio, in sottofondo delle dolci risate.

vetrinaperaziende-tarallini-pugliesi

Tarallini pugliesi passa il tempo ma restano buoni come una volta

Attuali e versatili, buoni come il pane: i tarallini pugliesi

Benvenuti in Puglia terra di sapori ed antiche tradizioni casereccie

La dieta mediterranea e le ricette Pugliesi sono le stesse che i nostri nonni ci hanno tramandato negli anni. Da noi, le specialità della cucina pugliese sono fatte con la stessa cura che le nostre mamme hanno conservato nel tempo.
I tarallini pugliesi sono uno dei molti prodotti da forno, dolci e salati, che sono diventati con il tempo, lavorazioni industriali per la richiesta sempre più numerosa di mercato.

Tutti quelli che hanno visitato la Puglia hanno potuto apprezzare non solo i tarallini pugliesi ma una seire di piatti tipici e sapori davvero unici, come per esempio i celebri “Strascinati con le cime di rapa” o più semplicemente dette orecchiette.

vetrinaperaziende-tarallini-pugliesi

E’ sicuramente il piatto principe della cucina tradizionale pugliese. Esistono però una serie di snack e prodotti da forno che non possono non trovare spazio nel nostro viaggio tra i sapori pugliesi e che indubbiamente non necessitano di alcuna maestria nella preparazione, basta semplicemente gustarli.

Parliamo dei tarallini pugliesi, una tradizione nella tradizione, un aperitivo, uno snack, ma anche un elemento gourmet per attribuire croccantezza a piatti più elaborati.

Appetitosi per definizione ed arricchiti con un’infinita varietà di aromi naturali. Dimensioni diverse, ingredienti “segreti” e genuini. I tarallini pugliesi si possono mangiare in maniera tradizionale e semplice, accompagnati da un ottimo bicchiere di vino, ma, come dicevamo in precedenza vengono serviti anche come antipasto o gustati come snack nelle pause pranzo o pomeridiane.

Numerose sono le differenti idee di tarallino che in puglia possiamo trovare in funzione delle zone. Va innanzitutto distinto il tarallino dolce da quello salato, questo prodotto della tradizione pugliese vanta infatti moltissime versioni dolci, un’ ottima idea quindi, anche come fine pasto.

Nonostante i processi produttivi si siano evoluti ed industrializzati, gli ingredienti dei tarallini pugliesi tradizionali sono rimasti sempre gli stessi.

Come a voler sigillare in questa maniera la garanzia della qualità di questo protagonista della cucina.

Ecco un esempio di come vengono fatti i tarallini pugliesi:

Si inizia da una lavorazione semplicissima, fatta di farina, lavorata con il vino bianco, l’olio ed il sale.

L’impasto così creato verrà sapientemente lavorato fino a diventare elastico. Successivamente vengono realizzati dei bastoncini di pasta lunghi quanto un dito ed arrotolati a formare delle ciambelline, i tarallini appunto.

Vengono quindi infornati per un’ora fino al raggiungimento della tipica colorazione dorata. Una volta raffredati si possono conservare nelle confezioni che tutti conosciamo che garantiscono nel tempo la freschezza e la fragranza del prodotto appena sfornato.